Lo sviluppo
e l'esperienza del corpo
di paolo giovanni zani
Non possiamo nasconderci… il corpo occupa un posto centrale nella nostra società.
Parallelamente manca una cultura basata su una educazione alla sessualità, l’assenza di una cultura del corpo considerato elemento biologico, pedagogico, psicologico e sociale.
Non siamo stati educati e di conseguenza non educhiamo i ragazzi e le ragazze.
Non li educhiamo a conoscere il loro corpo e neppure ad ascoltare i segnali che invia sotto il profilo affettivo emozionale.
Se per le ragazze la conoscenza del corpo è maggiormente facilitata dall’incontro con il ginecologo, il 90% dei ragazzi, invece, dai 13 ai 19 anni non si sono mai sottoposti ad un controllo andrologico.
Negli ultimi decenni recenti l’età d’inizio della pubertà si è notevolmente abbassata (8 anni per le femmine e 9 per i maschi) per motivi alimentari, ormonali e di stimolazione culturale.
È quindi importante che gli adulti siano preparati a parlare di sessualità con i preadolescenti.
Il silenzio può generare solo ignoranza, confusione e ansia nei ragazzi e nelle ragazze che hanno davanti stereotipie corporee e comportamentali rigide e distorte.
Durante la pubertà gli organi genitali si modificano cambiano forma e dimensioni portando ad un confronto indiretto che se si verifica in età precoce, effetto “mosca bianca”, o sembra non verificarsi mai, effetto “pecora nera”, può determinare ansia per l’anticipazione di presenza o il procrastinarsi dell’assenza.
È utile come genitore o educatore adottare buone prassi:
• Essere consapevoli che lo sviluppo avviene in tempi diversi;
• Permettere l’esplorazione del proprio corpo, senza pregiudizi ne stereotipie;
• Incoraggiare il rispetto della diversità del corpo;
• Comprendere che la sessualità è una interazione complessa di diversi fattori fisiologici (corpo), pedagogici (formazione), psicologica (mentale) e sociale (relazione);
• Considerare la sessualità un elemento significativo del benessere personale e relazionale (come da tempo dichiara su documenti ufficiali l’Organizzazione Mondiale della Sanità).
Il menarca (prima mestruazione) nelle ragazze e spermarca nei ragazzi (prima eiaculazione, non solo tramite masturbazione ma anche con polluzioni notturne) è un “rito d’iniziazione”, una “ufficializzazione” dell’avvenuta partenza di uno sviluppo corporeo, che non ha solo l’aspetto anatomo-fisiologico, con l’attivazione di un processo di formazione personale che ha una forte ri-strutturazione pedagogico-personale.
Attraverso la masturbazione nei maschi ma anche nelle femmine, molto sottaciuta ed in alcuni articoli quasi dimenticata, un preadolescente inizia a scoprire sé stesso come corpo ma soprattutto come persone, nel “piacere” ma anche nel “dolore” del cambiamento. Comprendere e accettare la propria unicità ed il valore della propria diversità fruendo di questo processo pedagogico.
Attraverso l’educazione alla sessualità si possono offrire valide alternative ad una visione della sessualità stereotipata, standardizzata e performante derivante dall’incapacità critica, vista l’età, di rielaborare quei messaggi che derivano dal mondo della pornografia molto diffusa ed accessibile sui social.
Questa per i genitori e gli educatori è una sfida.
La mancanza di preparazione degli adulti, la paura d’imbarazzare i preadolescenti o, addirittura di spingerli in “direzioni sbagliate” (come se non fossero già esposti) porta ad evitare l’argomento generando confusione, difficoltà personali e disagi affettivo-emozionali.
Oggi non possiamo più rimandare… l’educazione alla sessualità è fondamentale.
Importante è sapere cosa vuol dire educazione alla sessualità.
Ricordando che…
Il web educa… in che direzione?