Ci dimenticheremo presto di Willy!?
di paolo giovanni zani
Ci dimenticheremo presto!? Settembre 2020.
Già ci dimenticheremo presto cari ragazzi, genitori, insegnanti, politici…di quello che è successo a Willy a Colleferro.
Purtroppo, ci dimenticheremo presto!
Perché?
Il ricordarcelo dovrebbe farci riflettere sulla cultura contemporanea e su come stiamo educando come genitori, insegnanti, politici… insomma come educatori.
Allora…. cercare un capro espiatorio è facile.
Tremendamente facile in una situazione come questa!
Dove questo gruppo di persone non hanno mostrato…
alcun senso del limite.
al rispetto per le istituzioni,
alcuna considerazione per la vita umana.
No!
Ribadisco No!
Non li sto difendendo.
Me ne guardo bene.
Ma queste persone sono cresciute in un ambiente dove sono stati veicolati valori di affermazione totale ed esclusiva della propria immagine.
Dove sono stati confermati una serie di stereotipi di genere legati alla mascolinità, virilità, dominanza, aggressività…
Certo allora di chi è la colpa?
Facile… troppo facile.
Il passo successivo?
Alloraaaaa…i genitori!
Certo trovare di chi è la “colpa” e trovarle in una coppia di genitori è ulteriormente immediato!
Ci rassicura e ci conforta.
Ma questo gruppo di persone ha dimenticato di essere vicino ad altre persone, perdendo il senso dell’umanità.
Sappiamo che la storia è pieno di esempi ma non è mai bastato.
È facile deresponsabilizzarsi!
Hanno mostrato un senso di onnipotenza ed un narcisismo figlio della società dell’immagine.
In una società dove i nostri figli sono a contatto 24 ore su 24 con la rete non possiamo cercare un singolo capro espiatorio.
Manca una Comunità Pedagogica fatta di ragazzi ma anche e soprattutto da genitori, insegnanti, politici, giornalisti…che devono mettere in campo tutta una serie di azioni pedagogiche preventive che non sono visibili, come ad esempio quelle azioni concrete per ottenere un consenso facile con i relativi post su internet.
Siamo noi i responsabili di questa cultura.
Una cultura dell’immagine,
del primo a tutti i costi,
dell’ipertrofia dell’io,
dell’assenza di regole,
del piacere sopra di tutto,
della mancanza del senso del dovere,
dell’incapacità di gestione della frustrazione e…
dell’assenza di un’educazione presente in ogni ambiente di crescita!
Già… siamo nell’emergenza pedagogica totale.
Ma è da tempo che non ce ne rendiamo conto!
L’affetto non basta nel crescere una persona!
L’amore non basta nello sviluppo di una persona!
È ormai improrogabile la presenza di una pedagogia che si basi su valori di umanità e di cittadinanza.
Nasconderci…
dietro a questo fatto…
Nasconderci…
dietro a questo atto ingiustificabile…
dietro a queste persone…
senza riflettere sulla mancanza di una pedagogia trasversale, non farà altro che farci dimenticare tutto in un momento in cui il tempo è gestito dai social.
Ci dimenticheremo di loro!
Di quello che hanno fatto!
Ci dimenticheremo di Willy…
e di ciò che la sua triste morte avrebbe potuto come educatori INSEGNARCI.
Per dare un senso, almeno, alla sua morte.